A differenza degli altri generi caraibici, risente in maniera minore dei ritmi africani, ed è caratterizzata da un suono più dolce e melodico, che la rende perfetta per meravigliose serenate.

Il ritmo è lento, composto da maracas e chitarra a tre corde, oppure da fisarmonica e guiro. Si può definire quasi un misto fra il bolero ed il son cubano, anche se risultano evidenti le influenze spagnole e francesi.

I brani trattano il tema indiscusso dell’amore, da quello romantico a quello drammatico, senza escludere quello puramente sessuale. Si raccontano storie vere, vissute dalla povera gente nelle baracche e nelle campagne.

La borghesia disprezza questo genere musicale emergente, sia perché espressione delle classi indigenti, sia per le movenze tipiche del ballo, considerate oscene e volgari. Proprio per questo, agli esordi la bachata viene associata alla prostituzione e ai bordelli, ed è osteggiata perfino dalle autorità. L’unica emittente radio che si fa promotrice del genere è La Guarachita.

In origine, infatti, non si usano molte figure: l’uomo e la donna dondolano ritmicamente in un abbraccio molto stretto, marcando il quarto tempo di ogni battuta musicale con colpi d’anca provocatori.

Per circa quarant’anni, la bachata rimane appannaggio delle persone abituate a vivere di stenti. Ma a partire dagli anni Ottanta si assiste alla sua progressiva diffusione e rivalutazione, grazie a grandi artisti ed ai mezzi di comunicazione: nasce la “neobachata”.

La differenza con la bachata tradizionale consiste nell’uso di strumenti moderni, oltre ad una maggiore lavorazione sui testi delle canzoni.

Il primo compositore a rilanciare la bachata è Luis Segura, nel 1982, ma è solo grazie a Juan Luis Guerra (con l’album Bachata Rosa, agli inizi degli anni ‘90) che la diffusione supera finalmente i confini della Repubblica Dominicana.

In Italia, l’enorme successo si riscuote a partire dalla fine degli anni Novanta.

Come già detto, la bachata è caratterizzata da un ritmo lento, che rispecchia perfettamente l’aspetto malinconico e triste che è proprio della cultura caraibica.

In tempi molto recenti, si assiste alla fusione del genere con altri ritmi: nascono, ad esempio il bachatango ed il bachaton che combinano rispettivamente il tango ed il reggaeton al genere classico.

La musica segue una base ritmica di 4/4, e la danza è ancora più sensuale della salsa.

Si balla sul posto, abbracciati, con passi corti. Le ginocchia si flettono sui primi due passi, per poi raddrizzarsi al quarto, per agevolare l’elevazione del corpo ed il movimento di anca.

Gli stili si dividono essenzialmente in due correnti di pensiero.

La prima è quella fedele allo spirito originale, prettamente Dominicana. Si rimane sul posto, quasi cullandosi amorevolmente. Ma non ci sono figure e complicazioni coreografiche.

Il secondo stile può definirsi invece di impronta tipicamente europea: la complessità dei passi ed il numero generoso di figure rendono questo tipo di bachata particolarmente adatto allo spettacolo ed alla commercializzazione.

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