Protagonisti di quest’avventura, Ernesto, studente di medicina poco più che ventenne, e l’inseparabile Alberto Granado, biochimico e proprietario della mitica Poderosa, la motocicletta a bordo della quale ha inizio un cammino che segnerà i destini di entrambi gli amici.

Migliaia di chilometri, dall’Argentina al Venezuela, sono raccontati in queste pagine con ironia, con fervore, con crescente interesse per la medicina e per tutto quello che racconta le esistenze della povera gente.

Tappe fondamentali sono rappresentate dal Machu Picchu e dal lebbrosario di San Pablo, dove i due prestano servizio volontario per alcuni giorni.

Risate, espedienti, scherzi, ingegno, riflessioni ed incontri sono doviziosamente raccontati in queste pagine.

La giovane età dei protagonisti, con la loro sprovveduta ingenuità, rende il cammino pieno di imprevisti. La stessa Poderosa (dopo infinite riparazioni con il fil di ferro) abbandona i due, costringendoli a diventare maestri nell’arte dell’arrangiarsi. Inizia così un percorso fatto di autostop, zattere, tratti percorsi a piedi, salite ripide in autobus, passaggi clandestini in nave, pasti rimediati e ripari per la notte improvvisati.

Pagina dopo pagina, il lettore impara a conoscere l’animo del futuro Comandante Che Guevara. Lo vede crescere, maturare. Lo accompagna non solo nel tragitto attraverso l’America Latina. Lo tiene per mano nella crescita spirituale, nel percorso che contribuirà fondamentalmente alla nascita della voglia di rivalsa. Lo spirito combattente del Comandante nasce in “quel vagare senza meta per la nostra Maiuscola America”, appunto.

Un viaggio che cambia Ernesto, che ne stravolge regole e certezze. Un viaggio che lo porta faccia a faccia con la miseria degli indios, col dolore dei lebbrosi e con le ingiustizie di cui la società è profondamente permeata.

Forse per la prima volta, il Che prende coscienza del suo futuro rivoluzionario durante i festeggiamenti del suo ventiquattresimo compleanno, quando al culmine di un sentito ringraziamento, brinda “al Perù e all’America Unita”.

Il mito del Comandante Che Guevara, attraverso questa lettura, diventa uomo. Anzi, torna ad essere ragazzo. E permette ad ognuno di noi di conoscerlo per quello che è, senza ombra di idealismo: uno sfrontato studente asmatico, assetato di cultura, che spesso si interroga sul suo futuro e sul percorso che sta compiendo.

Il lettore viene catapultato nell’intimo dell’eroe della rivoluzione. Ne legge dubbi, speranze, sogni e preoccupazioni.

L’amore del padre che, con apprensione accompagna la partenza del figlio e con gioia lo riabbraccia, fa da cornice all’opera. Ernesto Guevara Lynch, apre e chiude il volume con le proprie considerazioni regalando ancora più umanità ad una delle figure più popolari della storia.

LP