ALEPH

Paulo Coelho

Casa Editrice Bompiani

Ultimo volume del celebre scrittore brasiliano, Aleph si presenta come un diario di viaggio che racconta il tour promozionale attraverso la Russia intrapreso nel 2006.

Un vagone in movimento lungo la Transiberiana si confonde e si fonde con lo stesso Paulo, alla ricerca dell’eterno se stesso, attraverso lo scorrere dei secoli.

La noia e la scomodità del lungo itinerario della ferrovia ben si identificano con l’apatia e la mancanza di stimoli che Paulo subisce durante quel periodo della sua esistenza. Il viaggio nasce dalla sua esigenza di esplorazione, di novità, di avventura. Dall’urgenza di dare una sferzata di energia alla staticità della monotonia. Coelho è un uomo che sente costantemente il bisogno di sfide, di obiettivi e nuove conoscenze per accrescere la sua persona.

Ma ogni chilometro percorso regala emozioni inattese e permette riflessioni che ancora una volta vanno a braccetto con la vita dello scrittore. Entusiasmo e magie caratterizzano ogni tappa, ogni stazione. Esattamente come il lento avanzare di Paulo verso la migliore consapevolezza di se stesso.

Se la vita dell’autore è facilmente identificabile con la ferrovia, il treno non può che essere lo stesso scrittore. Un vagone di coda, convinto di vivere la sua vita facendosi trascinare dagli eventi e dallo scorrere del tempo. Un vagone tormentato dal rimorso per errori commessi in qualche vita precedente. Coelho è un uomo straziato che avverte costantemente la necessità di vivere il passato per redimere il presente.

Ad aiutarlo nella ricerca di se stesso, la giovane Hilal. Violinista di indiscusso talento, dimostra una passione ed un’ostinazione capaci di abbattere ogni barriera, per farsi strada nella vita presente del nostro autore. Un incontro che altro non è se non un reincontrarsi, un ritrovarsi. Hilal e Paulo scoprono l’Aleph proprio sul vagone di coda. Il luogo perfetto, nell’istante perfetto in cui le anime dei due protagonisti finalmente si riconoscono. Il tempo viene cancellato, le barriere spaziali demolite. Vite presenti e passate esistono e coesistono, in un susseguirsi eterno e costante. Da quell’episodio, Paulo vive ossessionato dalla necessità di liberazione, di perdono per tutto il dolore arrecato e per la vigliaccheria dimostrate in un passato remoto.

L’autore non fa mai mistero delle pratiche magiche che usa praticare. La sua Tradizione permea ogni romanzo e ne risulta parte integrante. Aleph non fa certo eccezione, dato che si costruisce sull’intreccio di vite passate e continue reincarnazioni.

Il lettore si trova così catapultato all’epoca della Santa Inquisizione, come se fosse lui stesso protagonista di una pratica di magia. Qui scopre un “Paulo” giovane monaco e decisamente codardo: la sua viltà manderà sul rogo otto ragazze accusate di stregoneria. Durante l’interrogatorio e la tortura, un’antica ”Hilal” urla e dichiara tutto il suo amore per il monaco, nonostante la consapevolezza di aver firmato la propria condanna a morte.

Il senso di colpa, il disgusto per quegli atti criminosi di cui le sue mani si sono macchiate attraversa i secoli e sopravvive fino ad oggi. Fino alla vita presente.

Grazie alla giovane Hilal, il perdono finalmente si posa sulla testa e sul corpo dello scrittore. La pace può finalmente albergare nel suo animo.

Allo stesso tempo, anche la bella violinista impara a poco a poco ad avere fiducia in se stessa e ad accettarsi. Scoprirà di amarsi, contro ogni sua aspettativa.

La Transiberiana rappresenta un Viaggio. Lungo una ferrovia, di stazione in stazione. Ma anche un Viaggio alla scoperta di se stessi, un pellegrinaggio nella profondità della propria anima. La scoperta del proprio Essere, dell’immortalità dello spirito.

LP